
PERCHÉ IL CILIEGIO
Un po' di cultura
Assurto fin dai tempi più antichi a simbolo di tutte le arti marziali, il ciliegio venne adottato dai samurai quale emblema di appartenenza alla propria classe. Nell'iconografia classica del guerriero il ciliegio rappresenta insieme la bellezza e la caducità della vita: esso, durante la fioritura, mostra uno spettacolo incantevole nel quale il samurai vedeva riflessa la grandiosità della propria figura avvolta nell'armatura, ma è sufficiente un improvviso temporale perché tutti i fiori cadano a terra, proprio come il samurai può cadere in qualsiasi momento per un colpo di spada infertogli dal nemico. Il guerriero, abituato a pensare alla morte in battaglia non come un fatto negativo, ma come l'unica maniera onorevole di andarsene, rifletté nel fiore di ciliegio questa filosofia. Un antico verso, ancora oggi ricordato in Giappone, così recita: "Hana wa sakuragi, hito wa Bushi" (花は桜木人は武士) che, tradotto letteralmente, significa "tra i fiori il ciliegio, tra gli uomini il Guerriero", volendo intendere: "come il ciliegio è il più bello tra i fiori, così il Samurai è il migliore tra gli uomini".
Coincidendo con l’equinozio di primavera, la fioritura del ciliegio rappresenta la rinascita, il rinnovamento, la forza vitale insita in tutte le cose di questo mondo. Un simbolo di vita, dunque, ma anche del suo naturale opposto, in quanto il fiore di ciliegio, appena raggiunge il massimo del suo splendore, si stacca dal ramo e muore, viene portato via dal vento e con esso si disperde.
Effettivamente la vista di un ciliegio in fiore è davvero emozionante; fa emergere prepotentemente nel nostro animo sentimenti apparentemente contraddittori, di gioia ma anche di sgomento, di smarrimento. Il fiore di ciliegio è testimone del fatto che la vita è un dono meraviglioso, ma anche che questa dura poco.