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IL KENDO
Il kendo, che tradotto letteralmente significa "Via della spada", è la scherma tradizionale giapponese. Questa disciplina è strettamente legata alla storia dei samurai ed all’evoluzione costruttiva della spada giapponese (katana).
Il kendo viene praticato usando un'asta di bambù (shinai) che sostituisce, per ovvie ragioni di sicurezza, la spada giapponese, ma ne conserva e ne rappresenta la sua essenza e il suo spirito. La caratteristica armatura protettiva, il "bogu", completa la vestizione del praticante.
Le antiche radici etico-morali sono ancora vive nel kendo moderno, e ne rappresentano le sue basi: lo studio delle buone maniere, della cortesia e della filosofia del combattimento, l’accettazione serena di una vittoria o di una sconfitta, sono aspetti che le discipline sportive moderne, votate più all’agonismo che all’educazione dell’individuo, troppo spesso trascurano.

Cenni storici
Dopo la restorazione Meiji del 1868, la classe dei samurai fu sciolta e fu proibito portare le spade, si ebbe così un drastico calo nella pratica della scherma. Nel 1895 nacque la Dai Nippon Butoku Kai, un’associazione sorta con il fine di promuovere la pratica delle discipline marziali nel popolo giapponese. Tra queste, ovviamente, anche il kendo.
Nel 1912 vengono codificati i nippon kendo kata, in quello che sarà un percorso di unificazione di varie scuole che darà vita al kendo moderno. Più che insegnare una tecnica per uccidere un nemico su di un campo di battaglia, l’attenzione diviene quella di trasmettere lo spirito marziale della scherma nipponica.
Passata la burrasca del secondo conflitto mondiale, nel 1952 viene fondato il Zen Nihon Kendo Renmei, la federazione nazionale giapponese di kendo, che porterà nel 1970 all’istituzione dell’International Kendo Federation e, pochi anni dopo, alla nascita dell’European Kendo Federation. Sancendo così il respiro internazionale della disciplina, oggi praticata in ben 57 nazioni.

La Pratica
I praticanti di kendo usano definirsi kendoka, termine maggiormente invalso in Occidente, o kenshi, invece più usato in Giappone.
L’abbigliamento indossato implica una giacca chiamata kendogi o keikogi, e l’hakama, una sorta di ampio pantalone. Per protezione si indossa poi un’armatura chiamata bōgu, costituita da men (a coprire la testa), dō (a coprire il torso), tare (a coprire le parti basse) e kote (a coprire le mani). La pratica si svolge a piedi nudi su di un pavimento ricoperto di parquet. La lezione inizia con un riscaldamento muscolare, si passa poi ai suburi, tecniche di base a vuoto, finite le quali si indossa l’armatura. Qui, a seconda del grado e del programma, si potranno studiare le tecniche (waza), fare delle ripetizioni di colpi (uchikomi-geiko), oppure fare combattimento libero (ji-geiko) o allenamento da gara (shiai-geiko).



Responsabile Tecnico del Settore
Istruttore
CARMINE RAGONE
4° Dan Kendo
Tel. 339 690 5861
Kendo e Donne
il kendo è un' affascinante e antica
disciplina marziale ideale anche al femminile. Il kendo, proprio come la scherma per gli occidentali, è un gioco di riflessi, di velocità, di intuito, di astuzia e concentrazione. La pratica del kendo, quindi, è certamente adatta anche alle donne. In fin dei conti, non consideriamo la scherma europea un sport anche femminile?


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